sabato 10 settembre 2011

Clamorosa sentenza per la Psicologia: Il pensiero è libero ma non l’esercizio di una professione!


Ricordate la battaglia legale intentata contro OPL? 
OPL, e con noi la Psicologia tutta, ha vinto il ricorso con la sentenza 10289/2011 che non esitiamo a definire "storica".
Citiamo direttamente due passi della sentenza:
"Sarebbe davvero grave se si insegansse ai terzi l'uso degli strumenti conoscitivi, in un ambito professionale come quello riservato allo Psicologo che richiede, se possibile, una sensibilità ancora maggiore, trattandosi della personalità di ciascun individuo e la necessità di un lavoro di ristrutturazione dell'intimo e di riorganizzazione del sistema cognitivo-emotivo."
E ancora:
"deve convenirsi con la difesa del resistente che l’insegnamento dell’uso degli strumenti a persone estranee equivale in tutto e per tutto a facilitare l’esercizio abusivo della professione, ciò che la legge e il codice deontologico (art. 9) tutelano direttamente prescrivendo comportamenti attivi per impedirlo."
Ma la sentenza è entrata ancora di più nel merito della questione, ponendo finalmente uno spartiacque che difficilmente da ora in avanti potrà essere scavalcato.
Per capire in profondità cosa è successo e cosa da oggi cambierà nel panorama della Psicologia, leggi qui, punto per punto, la sentenza commentata dal Presidente OPL.

http://www.opl.it/showPage.php?template=news&id=402
Pubblicato da: Ordine degli Psicologi della Lombardia

Nessun commento:

Posta un commento