martedì 30 aprile 2013

Resoconto di una uditrice della seduta di Consiglio del 22 Aprile


Questa volta la riunione del consiglio c’è stata e ho potuto assistere!! Ma con un certo sgomento.
Si da lettura del verbale della scorsa riunione che viene approvato, si leggono i punti dell’odierno o.d.g.
Si da il benvenuto alla nuova consigliera (Elisabetta Cairo, Insieme per la Psicologia) che sostituisce il defunto professor Blandino.
Una consigliera della “ex-minoranza”, (le quote sono cambiate in virtù della sostituzione che porta di fatto a ribaltare numericamente la situazione, poiché la consigliera entrante appartiene alla lista Insieme per la Psicologia), chiede che sia votata una mozione d’ordine che invito a leggere per intero sul sito di Insieme per la Psicologia, per inserire un nuovo punto dell’ordine del giorno che apra di fatto un dibattito sul direttivo e sulla necessità di arrivare ad una nuova formazione dello stesso viste le gravi inadempienze di quello attuale.
Assisto alla richiesta di sospensione di mezz’ora da parte del Presente, che si chiude nel suo ufficio con i “suoi” consiglieri e ne esce dopo più di mezz’ora dicendo che l’avvocato dell’Ordine Nazionale (da lui contattato telefonicamente) ha espresso un parere sfavorevole alla richiesta poiché per cambiare l’ordine del giorno ci vuole l’unanimità.
Ne segue una discussione estenuante, nella quale i consiglieri della “ex minoranza” chiedono che venga messa ai voti la mozione, il presidente e il consigliere Marenco si alternano cercando in cavilli “legali” di cui non si hanno i riferimenti puntuali, la procrastinazione di ogni soluzione.
Si citano per analogia i regolamenti di altri Ordini regionali, di altre professioni e di altri Enti Pubblici.
Evinco che se il nostro Ordine avesse un regolamento interno (dispositivo chiesto con una pazienza certosina dai consiglieri della minoranza riunione dopo riunione, ordine del giorno dopo ordine del giorno) questa situazione potrebbe trovare una più semplice soluzione.
Alle 22,40 circa si decide che la mozione verrà messa nell’ordine della prossima riunione del consiglio, e che si passa di fatto all’analisi del bilancio 2012, illustrato dal dottor commercialista consulente dell’Ordine.
Io alle 23 esausta per  tanta poca capacità di stare nel conflitto di alcuni in modo adeguato, mi alzo e salutando i presenti mi appropinquo a casa.
Ora alcune riflessioni un po’ di testa e un po’ di pancia.
Inizio dalla pancia: tutta questa situazione mi evoca l’attuale stato delle cose parlamentari…c’è infinito tempo, tutto precipita ma c’è tempo per queste vergognose riunioni dove di fatto si riflette sul nulla. Ignorando sistematicamente le richieste di riflettere su contenuti importanti.
I consiglieri di minoranza provano a mettere in discussione la leadership del Presidente, con fatti alla mano, non con opinioni personali, ma assito alla squalifica ripetuta di ogni tentativo di mettere sul tavolo contenuti, che di fatto dovrebbero indurre un vero leader ad ascoltare e non a fuggire in ritirata. Ma la capacità di ascolto la abbiamo lasciata nelle pagine dei tanti libri letti e scritti!!!
Il dialogo è tra il Presidente, il segretario Marenco e i consiglieri della lista di minoranza. Nessuno della maggioranza prende parola per esprimere una opinione in merito.
Io provo a capir la logica di quanto accade, ma mi riesce difficile. Comprendo però che si chiede una cosa lecita e cioè che venga aggiunto un altro punto all’ordine del giorno e che questa richiesta viene ignorata.
Viene più volte sospesa la riunione, e si passa alla lettura del bilancio, e anche qui si rileva che un documento così complesso viene dato ai consiglieri solo 4 giorni prima della riunione di lunedì, quindi nella pretesa-speranza che si legga il sabato e la domenica. Poi però si adduce come motivo della non discussione della mozione d’ordine il fatto di non aver avuto il tempo di prepararsi.
Ora non credo che si volesse fare un processo alle intenzioni ma semplicemente aprire un dibattito serio e argomentato sulla necessità di rivedere non solo la vice presidenza ma il direttivo tutto.
Di qui mi chiedo se gli otto mesi che restano alle nuove elezioni possano essere un tempo utile per cambiare il cambiabile, e lo riterrei serio e doveroso almeno il tentativo, oppure si attende che il tempo passi….ma il tempo non ci appartiene. Eppur sarebbe auspicabile il rispetto del tempo di chi come me prova ad esserci con spirito propositivo e di partecipazione attiva.
Pochissimi i presenti….i soliti, che poi però indulgono in faziosità che non trovo costruttive. E i nuovi…come me se qualcosa cambiasse ci sarebbero e numerosi!!





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