Dalla prima fila del pubblico presente in Ordine il 6 maggio scorso, ecco la sintesi di quanto si è svolto:
"Viene riletta integralmente la mozione d’ordine dalla
Consigliera Fenoglio che presiede il consiglio in base all’anzianità, essendo
assente il Presidente Barcucci (oltre la Tesoriera Serra).
Il Consigliere Tiranti chiede vengano messe a verbale alcune
puntualizzazioni, fra cui le fonti normative in base alle quali la mozione non
sarebbe ritenuta legittima.
Di seguito si procede a dare la parola ai Consiglieri che lo
richiedono per discutere la mozione.
Il segretario Marenco legge una lunga lettera, firmata anche
dai due assenti (Barcucci e Serra): in sintesi sostiene che le aree funzionali
siano state distribuite, ad inizio consiliatura, in maniera equa e concorde fra
“maggioranza” e “minoranza”, che mai sono stati posti ostacoli o veti alle
varie proposte; si rifiuta la tesi di inadempienze da parte dell’esecutivo, ma
anzi porta a favore alcuni esempi di attività andate a buon fine (tutela del
ruolo dello psicologo nelle RSA, convocazione del gruppo degli psicologi e
psicoterapeuti al consiglio, collaborazione con l’Ordine Provinciale dei
Farmacisti); rispetto all’inadeguato funzionamento interno dell’ordine rimanda
a responsabilità condivise; sul regolamento (numerose volte portato a dibattito
dalla (ex) minoranza, riferisce del parere legale dato nel 2011 secondo il
quale non vi sono normative di settore che sostengano l’ “incompatibilità delle
cariche”: la non approvazione a suo dire è stata dettata dalla non volontà di
“imporlo a colpi di maggioranza”; in conclusione quindi l’esecutivo non ritiene
di dover mettere in discussione le proprie cariche…e arriva a citare (come
fosse letteratura scientifica) il carteggio di Altra Psicologia, semplicemente
perché in questo caso gli sembra portar acqua al suo mulino. Ci sembra
difficile capirne il senso, davvero a quel punto citiamo gli articoli dei
giornali…o le mail che circolano
in rete…
Simonetto ricorda le innumerevoli volte che hanno chiesto di
aumentare la frequenza dei consigli per potere discutere meglio; Tiranti
sottolinea la confusione di ruoli, confini e responsabilità nel
malfunzionamento del Consiglio; che fin dall’inizio era stata chiesta una
gestione collegiale che non è stata concessa; ribadisce che la richiesta del
regolamento era fatta per non permettere ad una stessa persona (carica) di
avere “tre giacche”! Inoltre sottolinea che loro avevano chiesto di indicare
“l’incompatibilità” (da valutare caso per caso) e non “l’ineleggibilità”;
inoltre dichiara di non accettare che si ribalti la responsabilità di una
eventuale paralisi del consiglio a chi non da la fiducia e ne giustifica i
motivi, ovviamente ritenendoli validi.
La consigliera Fenoglio riporta la propria sensazione di
aver sì lavorato ai propri progetti (effettivamente mai ostacolati) ma vissuti
come “contentino”, anziché come il frutto di attività realmente condivise;
ritiene che le cariche vengano intese come “rendita di posizione”…per poi
andare a fare altro…
La consigliera Cavani ribatte duramente all’accusa di
logiche di potere e ribadisce la serietà delle intenzioni: sottolinea che proprio
lei ha sempre insistito per avere un maggior numero di consigli e riferisce del
parere legale che supporta la loro mozione come valida.
La consigliera Littizzetto (che è passata alla minoranza,
ora maggioranza) motiva la sua presa di posizione: non ricorda di esser mai
stata coinvolta nelle decisioni, che venivano prese dall’alto, e quindi
imposte; rimarca l’atteggiamento scorretto e l’umiliazione di dover solo
“alzare la mano” per votare decisioni già prese.
La consigliera Laezza ricorda che ci sono voluti mesi per
poter avere almeno una settimana prima l’ordine del giorno e diverse carenze a
livello organizzativo e istituzionale.
Il consigliere Zennaro critica le modalità “aggressive”
della mozione, lo stile e la tempistica; ritiene positiva la gestione di questa
consiliatura.
Il consigliere Bruni ritiene utile il dibattito e la
riflessione e ritiene comunque che la minoranza abbia avuto un ruolo
costruttivo; ricorda però come non sia loro stato consentito di partecipare al
Tavolo per i tirocini, come richiesto, ma siano stati inclusi solo quando le
decisioni erano già state prese. Tiranti fa ancora un appello affinché chi deve
“faccia un passo indietro per poter costruire qualcosa di nuovo”.
Si passa alle votazioni e la mozione viene approvata con 9
voti favorevoli, 2 astenuti e 2 contrario.
Siamo invitati ad uscire poiché si discutono nel poco tempo
restante i provvedimenti disciplinari…e richiamati poco dopo su richiesta di
Fenoglio che presiede per poter assistere all’ultima fatica di…convocare il prossimo
Consiglio per il 13 maggio.
Il folto “pubblico” della serata si è congedato quindi in
attesa della prossima riunione. Fa comunque piacere che la partecipazioni
aumenti di riunione in riunione.
Anche se sarebbe bello che questo accadesse abitualmentenella
e non in occasione di riunioni così faticose, troppo spesso occasione per
facili processi alle intenzioni e letture, ci si consenta, che poco hanno a che
fare con il paradigma della complessità, con buona pace di Morin."
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