giovedì 6 giugno 2013

RESECONTO DEL CONSIGLIO DELL'ORDINE PSICOLOGI PIEMONTESE del 3 giugno 2013


 Dal pubblico

Nella mia infanzia ormai lontana un amichetto di giochi aveva l’abitudine, quando perdeva la consueta partita di pallone, riprendersi la palla e scappar via dichiarando “la palla è mia, non gioco più!”. Così mi è sembrato che accadesse la sera del 3 giugno al Consiglio dell’Ordine, presenti ben più attempati protagonisti. La ex maggioranza infatti, diventata minoranza, ha presentato le dimissioni in massa, dichiarando che (chissà perché) tutti avrebbero dovuto fare lo stesso, andando ad elezioni anticipate e di fatto abbandonando la nave.
In tutte le democrazie, in tutti i contesti, capita che chi si è preso la briga di fare il rappresentante di un interesse comune, si trovi qualche volta in maggioranza e qualche volta no, qualche volta vincente altre volte perdente, e che la ruota delle regole democratiche faccia sì che nessuna carica sia un vitalizio, nessun ruolo scontato…per fortuna!!! Nelle situazioni migliori, quelle in cui si conserva la capacità di operare come gruppo di lavoro, magari la crisi viene gestita in maniera costruttiva, riconoscendo che nonostante gli equilibri si siano “spostati”, nondimeno si può continuare a lavorare sui temi in sospeso.  
Ma perché tanto accanimento nel difendere  ruoli istituzionali “acquisiti”, peraltro, col criterio dell'asso pigliatutto?
Non ci è dato sapere... ma cosa invece ben sappiamo è che in questi anni si  accumulavano da un lato i problemi irrisolti nella nostra comunità professionale dall'altro ulteriori cariche ben retribuite (EMPAP).  
Ma ritorniamo alla domanda di oggi: perché tanto accanimento? Per il vil denaro? Per i benefit? Per il prestigio? O forse perché il ruolo di “semplice consigliere” è vissuto come un’onta personale?
E poi, ci chiedevamo nel corso del consiglio, perchè un Presidente e un Segretario (la Tesoriera è da tempo latitante) danno le proprie dimissioni sì, ma “congelate”??!!??
Tutti a chiedersi: che cosa mai vorrà dire “congelare delle dimissioni irrevocabili”, mentre un brivido di freddo (pensando forse a una freddura) attraversava gli animi e le menti dei presenti kafkianamente coinvolti?

Il puerile imbroglio (“la palla è mia e non gioco più”) è lì sotto gli occhi di tutti: bisognerà attendere che i consiglieri dimissionari vengano sostituiti dai primi esclusi nelle votazioni, regola non scritta da nessuna parte ma assunta come verbo dalla ex Presidenza: quindi invio di raccomandate, attesa di risposte, in caso negativo altre raccomandate e, magari, chissà, qualche “congelamento” di risposta in modo che si arrivi all’estate e alla scadenza del Consiglio? Certo è difficile non pensar “male”.

Intanto la nuova maggioranza, che sta vivendo lo sconcerto di ascoltare dichiarazioni surreali dichiara che sta programmando una nuova, serrata agenda di lavoro, e chiede che siano messi all’OdG del Consiglio del 17 giugno vari punti. Accadrà?
Per fare un esempio: i deontologici che giacciono lì da anni saranno risolti in tempi brevi? Saremo informati adeguatemnte sul referendum sul deontologico che è alle porte (articolo 21)? Che cosa può fare l’Ordine nell’immediato per gli psicologi allontanati dalle cooperative ?...dicono molto altro ancora ma non ho annotato tutto. Ho sentito di nuovo chiedere che venissero inviati  i verbali delle sedute del Consiglio e non solo le dichiarazioni. Vediamo se questa volta accade o se l’informazione continua ad essere detenuta solo da qualcuno di parte. Li aspetto.
Ecco, questo particolare, apparentemente banale, invece mi ha colpito molto: per la prima volta si sta parlando di un "dopo di noi", di un passaggio di testimone. Il bene comune, penso, prevede proprio questo: che gli alberi vengano piantati in vista di chi ci sostituirà'. 

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