lunedì 20 maggio 2013

Resoconto di un collega del Consiglio dell'Ordine Piemontese tenutosi in data 13 maggio 2013.

Ho partecipato in qualità di uditore al Consiglio tenutosi lunedì 13 maggio.
In apertura di Consiglio vi è già una certa tensione a proposito della approvazione del verbale del precedente Consiglio. La collega Simonetto chiede che il verbale corretto venga inviato via mail ai colleghi iscritti all’Ordine, considerato che stralci significativi del verbale ora modificato erano già stati inviati nella lunga mail con cui il Presidente informava i colleghi sulla situazione creatasi con la richiesta di dimissioni delle cariche da parte di 8 consiglieri.

Il Presidente Barcucci informa sul referendum relativo alle modifiche dell’articolo 21 del Codice Deontologico, sui parametri di riferimento da indicare in caso di contenziosi giudiziari, sull’assicurazione R.C. e sulle novità in merito alla formazione professionale obbligatoria.

Si entra poi nel vivo del problema.
Inizialmente la discussione si sofferma su aspetti formali relativi alla convocazione del Consiglio: una prima questione è che i consiglieri che hanno richiesto la convocazione avevano indicato di porre all’o.d.g. la nomina delle 4 cariche, mentre il Presidente ha posto all’o.d.g. la nomina delle cariche vacanti, sostenendo che in assenza di dimissioni delle altre cariche si può votare solo la carica di Vicepresidente che risulta vacante. Una seconda questione è relativa al fatto che nell’o.d.g. risulta che il Consiglio sia stato richiesto da 8 consiglieri, mentre non viene detto che tale richiesta è stata poi votata e approvata con il voto favorevole di 11 consiglieri.

Si viene finalmente a discutere nel merito: il Presidente Barcucci sostiene di non comprendere le motivazioni presenti nella richiesta di dimissioni, in quanto ritiene di essere stato il Presidente di tutti, perché è convinto che le attività del Consiglio siano state portate avanti insieme, spesso su proposta di consiglieri di minoranza, e perché comunque la logica del Consiglio non è di contrapposizione tra una maggioranza e una minoranza.
Il consigliere Tiranti ribadisce alcuni motivi che portano alla richiesta di dimissioni: la logica di un prevalere delle appartenenze esterne (Sindacato, Enpap, Università) all’interno del Consiglio; la mancata rappresentanza ufficiale presso gli organi della Sanità. Sostiene inoltre che le cariche vengono elette dal Consiglio in una elezione di II grado, e non direttamente dai colleghi, il che fa ritenere che se manca la fiducia della maggioranza del Consiglio le cariche siano sfiduciate.
La consigliera Simonetto aggiunge che per 3 anni e mezzo non si è mai svolta opera di informazione presso i colleghi con l’invio di mail, mentre ora, di fronte alle ultime vicende, lo si è fatto, dimostrando che questo compito istituzionale avrebbe potuto essere svolto. Aggiunge che sovente non sono stati spesi soldi per progetti approvati ma poi non portati avanti.
La consigliera Fenoglio aggiunge che non ha sentito che il Presidente fosse di tutti, che anche le iniziative da lei proposte ha potuto portarle avanti in modo personalistico senza che il Consiglio fosse coinvolto, e che non c’è stata trasparenza sui bilanci prevedendo un ‘bilancio sociale’ oltre a quello formale.
Il Segretario Marenco risponde che ha sentito la consigliera Fenoglio interessata in modo monotematico solo ai propri progetti.

Dopo questa discussione, a tratti tesa, la consigliera Cavani afferma che i motivi per richiedere le dimissioni ci sono, per cui ora la maggioranza dei consiglieri aspetta le decisioni delle tre cariche.
La consigliera Simonetto consegna un parere legale favorevole alle dimissioni, ribadendo l’intenzione di continuare nel tentativo di restare su un conflitto politico interno al Consiglio e alla comunità professionale, e ribadendo che il parere legale non implica un passaggio a figure dirimenti terze.

Segue un momento molto polemico in cui il consigliere Tiranti sostiene che in una precedente consigliatura Giorgio Blandino, sfiduciato, si dimise, e i consiglieri Druetta e Marenco ribattono che proprio Tiranti nella scorsa consigliatura non si dimise, mentre Tiranti ribatte che lo fece e la cosa è agli atti, come peraltro già ricordato nei precedenti Consigli. Druetta non se ne ricorda..

Molti consiglieri chiedono una convocazione tempestiva, il 20 maggio o al più tardi il 27 maggio. Gli impedimenti del Presidenti, nonché la necessità di avere tempo epr acquisire informazioni legali portano alla fine ad una convocazione molto più avanti, vale a dire il 3 giugno.

Il Presidente Barcucci afferma che valuterà il parere legale fornito, ne acquisirà uno proprio, e poi deciderà se dimettersi. Il Vicepresidente Marenco e il Tesoriere Serra annunciano invece fin d’ora che non intendono rassegnare le dimissioni.

A questo punto chiede la parola il consigliere Zennaro, che legge un documento in cui annuncia le proprie dimissioni dal Consiglio, in quanto ritiene che il Consiglio abbia lavorato bene, ma ritiene anche che di fronte alla richiesta di dimissioni da parte della maggioranza dei consiglieri le cariche debbano dimettersi.
La consigliera Simonetto si dice molto addolorata per questa decisione per il contributo che Zennaro ha portato e gli cheide un ripensamento, anche alal luce delel potenzialie voluzioni. Il Presidente Barcucci afferma che, informato preventivamente, aveva già chiesto a Zennaro che le dimissioni fossero per lo meno sospese.
Infine si passa alla approvazione del bilancio consuntivo 2012 che viene approvato grazie al voto favorevole di due consiglieri della ex minoranza oltre al voto favorevole dei consiglieri della ex maggioranza.

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